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Istituto Comprensivo di CeppaloniScuola Primaria  Classe IV

 

Il nostro territorio:    Pannarano ieri e  oggi.

 

 

         Edizione nazionale -anno 2006 –

VIII Settimana della Cultura Scientifica  e della Creatività

4 maggio 2006-Benevento

 

 

 

 

 

 

 

     La Storia di Pannarano

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                      Mappa  antica delle montagne di Pannarano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo paese dovrebbe essere di origini longobarde. Confina ad est  con Roccabascerana  e Pietrastornina ed a ovest con San Martino Valle Caudina, a sud con Summonte ed Avella, a nord con Roccabascerana  e San Martino Valle Caudina. La superficie di questo paese è di 1172  ettari. La distanza da Benevento è di 24 km circa. E’ un paese circondato dalle province  di Avellino. Pannarano non è una provincia di Avellino  come le  altre ,  grazie al  valoroso  eroe  dei due monti , ossia  Giuseppe  Garibaldi che il  25 ottobre  del  1860, lo inserì      nella provincia  di  Benevento. E’  stato ritrovato  un  bollitore  risalente   all’ anno 1000 a.C. che testimonia  la presenza  di popoli  di  civiltà  appenninica. Nella stessa località sono state  ritrovate  anche tombe di  terracotta.

Un manoscritto del 1500 di G. B colloca la formazione di questo paese intorno all’anno 295 a .C. Da documenti ufficiali questo piccolo centro risale ai secoli XIII-XIV con la denominazione di “Casale Ponderani “. Le tombe di origine sannitica , rinvenute lungo la fascia pedemontana  fanno ipotizzare l’esistenza di nuclei abitativi in epoca più remota , nell’epoca della civiltà dei sanniti .


 

Pasquale D’Alessio

 

Pannarano sorge tra il Partenio e il Taburno . In epoca   antica  , a mezza costa c’era una strada che  si sviluppava perimetralmente al versante caudino del Partenio .Lungo tale tracciato, alla contrada Delle Piante, si trovano i ruderi di una chiesa dedicata a S. Maria.E’ probabile che il primo nucleo abitativo sia sorto  sui bordi di  questa strada, in località Piedimonte.  . In seguito la vecchia posizione fu abbandonata per realizzarne una nuova più a valle, nel sito attuale. I terremoti danneggiarono il paese in epoche diverse e dell’antico borgo rimane una torre d’angolo  della cinta muraria, con base a scarpa  e alcuni vicoli.Il castrum era difeso da una cinta muraria con tre torri cilindriche nei rispettivi angoli.


 

 

L’origine del nome

 

Il nome originario del paese compare per la  prima volta in un documento del 1296, quale “Casale di Ponderano  .” Considerando che il  paese originariamente si chiamava “Ponderano  “ è giusto prendere  atto che la derivazione da “Ara Panis ” è frutto di fantasia . Quale allora potrebbe essere l’origine del nome ? 

 

 

 

 

 

 

 

  

          Nell’ immediato periodo post-bellico , la malattia della cancrena distrusse tanti castagni di cui il territorio di Pannarano prima era ricco .I proprietari ,perciò furono costretti a dissodare il terreno per nuove piantagioni. Scavando trovarono una necropoli di età pre-romana. Furono rivenute numerose tombe di terracotta che contenevano scheletri e ancorette di colore rossastro, che evidenziano un popolo  di guerrieri vissuti nell’epoca  Appennino- Sannita . Arcangelo da Montesarchio afferma che  l’origine del paese deriverebbe da un ‘ara , ossia da un tempio che i Romani eressero  al dio Panis ( divinità dei boschi e delle selve) . A questa ipotesi non si è trovato nessun documento .

 

Pannarano potrebbe derivare da:  grano, da un certo Panarius, un gentiluomo romano o da  pozzanghera, pantano o infine da  un nome greco che significa area di altura.

 Nel 295a.c. venne fondato il paese.

          Un’ altra fonte storica di Pannarano è il castello feudale che è stato venduto e  rimodernato.Oggi nel 2006, non conserva più le caratteristiche del periodo del feudalesimo. Il Feudo nel 1300  era posseduto dalla famiglia Della Leonessa, donato dalla famiglia Stendardo per il matrimonio di Guglielmo della Leonessa con Isabella Stendardo. Sarebbe stato proprio della Leonessa ad erigere il castello di Pannarano come ultime difese. Fu durante il dominio del figlio Marino, che questo centro subì gravi danni a causa delle lotte Aragonesi, così come riporta un famoso diario anonimo. Nel 1456 l’ ebbe come dote di matrimonio Gabriella Della Leonessa ,in seguito fu venduto a Francesco della Lagonissa. Il 25 settembre  del 1455 il feudo di Pannarano passò nelle mani di Fabrizio della Leonessa. Gli eredi di Gabriella della Leonessa fecero annullare la vendita che aveva fatto Fabrizio della Leonessa e alienarono  il feudo a  Martino Marziale di Napoli, regio Consigliere di Ferdinando

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1° di Aragona con un  atto stipulato nel castello di Pannarano. Il 19 aprile 1485 alla morte di Marziale,   poiché non aveva lasciato eredi, il feudo passò alla  Carona di Spagna. Dopo Federico D’Aragona, donò il Casale Panderano al suo  Paggio Giavannantonio  Caracciolo. A questi successe suo figlio Giovanni  e Francesco ed ancora al  figlio di quest’ ultimo Ascanio. Nel 1587, un Giovanni Francesco figlio di  Ascanio divenne  barone  nel 1605. Sempre  la  stessa famiglia lo ha posseduto fino alla fine del feudalisimo.   


 

 

 

Del patrimonio storico di Pannarano rimane molto poco : il castello marchesale e le antiche chiese  .Il castello marchesale ,  fu edificato verso il 1300 da Guglielmo della Leonessa e restaurato intorno al 1850 dal signor Eustachio Abate .Ha però perduto la sua caratteristica per le molte vendite che sono state fatte  in tempi diversi.

 

                                                                            Lo stemma del Comune di     Pannarano

 


 

Lo stemma  del Comune di Pannarano è costituito da un    braccio  teso in  alto con  mano  chiusa  che  stringe  una pergamena  ,quasi  a far pensare che , al pugno chiuso simbolo della forza bruta, si contrapponeva il plico delle legge.


 

 

 

 


 

 

Ho letto su Encarta che l’Italia entrò in guerra il 10/  6 /1940 a favore della Germania , contro l ‘ Inghilterra e la Francia . Il 25/7/1943 fu tolto il comando a Benito Mussolini, perché la guerra andava male , e fu affidato al maresciallo Pietro Badoglio  che sciolse l’alleanza con la Germania e si schierò dalla parte dell’ America e dell’Inghilterra .I Tedeschi reagirono  occupando l’Italia .Gli americani sbarcarono in Sicilia e liberarono  le regioni meridionali combattendo contro l’esercito tedesco che fu costretto a ritirarsi verso nord . Mio  padre mi ha detto che anche a Pannarano c’erano dei soldati nazisti con cannoni e mitragliatrici ed erano accampati  presso il palazzo di don Beniamino Lombardi .Gli americani erano a Pietrastornina  e avanzavano verso Pannarano  . Quando  i tedeschi si resero conto che  non li potevano fermare, si ritirarono facendo saltare in aria i ponti stradali . Uno  dei più importanti ponti che si trovava giù a Pistola  subì un forte scoppio perché lì sotto c’erano sistemate casse  e casse di dinamiti.  Queste  casse   esplosero  il  3/10/1943  alle  ore  14,00.

Era  una  bella  domenica  di  Ottobre  quando si  sentì  per  tutto  il  paese  un boato  spaventoso. I massi del  ponte furono  scagliati  a grande distanza e  uno si  conficcò  nella parete  nord  della mia  casa . La vibrazione  fece rompere tutti  i vetri delle finestre  ed  altri oggetti che si  trovavano nelle  stanze. La  mia  casa  è stata  ristrutturata diverse volte ,ma quel masso è ancora li e sopra vi è scritta la data : 3\10\1943


 

Molti  guardano quella pietra, ma non sanno che è un pezzo di storia. 

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Pasquale D’Alessio


 

 

 

 

 

Il terremoto a Pannarano

Pannarano  è stata colpita varie volte dal terremoto.Nel 1980 la terra cominciò a tremare per novanta secondi alle ore 19,34  :  vi furono 3000 morti.Lo spavento fu grande nelle città.A  Pannarano  i danni furono lievi ,tutti lasciarono le abitazioni cercando  di trovare baracche per ripararsi ,molti dormirono all’addiaccio ,altri trovarono rifugio nelle automobili. Poi ci fu  quello del 23 luglio 1930 che provocò  solo panico , i danni alle cose furono il crollo della cupola del campanile,  opera del Vanvitelli.  

 

 

 

 

 

Poi ci fu un altro terremoto  quello del 1962 molto lieve e  quello del 1981 che fece tremare la terra   di nuovo ma  soltanto  per 18 secondi.

Russo Nunzia e Di Giambattista Serafino

 

                                                                                      Il terremoto nella nostra scuola nel 2003.

 

 

 

 

 

 

Nel 2003 si sono avute delle scosse di terremoto che hanno interessato anche Pannarano.Questo è accaduto mentre eravamo nella vecchia scuola perché da quando è successo ci siamo dovuti trasferire in una nuova .Quando la terra ha tremato noi eravamo in classe  ed  è caduto un pò di intonaco in testa ad un mio amico che si chiama Vincenzo Iermano .Perciò d’urgenza ci hanno fatti uscire.  Abbiamo avuto tanta paura ma non è successo niente.La vecchia scuola era grande ma mancavano alcune aule che abbiamo adesso. Nella vecchia mancavano le aule  del computer e quella del pianoforte.Nella nuova scuola fuori c’è un po’ di giardino e un po’ di spazio dove  durante la ricreazione,   facciamo dei giochi ,  come il gioco dell’alfabeto , il  gioco del panettiere ,il gioco del gatto e il topo . Al piano di sopra c’è un terrazzino . Poi siamo vicino alla scuola materna e alla scuola media dove c’è anche la palestra  che usiamo per le manifestazioni . Credo che abbiate capito che questa è più grande  è più bella.               Russo  Nunzia

 

                   

 

 

 

 

 POPOLAZIONI ATTUALI.

Pannarano è popolato da 2200 abitanti .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il municipio si trova vicino piazza dei Martini.

La scuola media materna ed elementare si trovano in via A. D ’Alessio  invece la banca e la posta in via Municipio.

Il  campo di calcio si  trova in via Pietrastornina , mentre il campo di calcetto in via Sorbo San Pietro.

La popolazione vive per la maggior parte nel centro del paese, dove ha la sede la Casa del Comune e il resto in case sparse.

 

Angela Pacca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Pannarano c’è la Biblioteca  Comunale  dove noi alunni ci rechiamo  a prendere dei libri da leggere con le nostre insegnanti.  Nella Biblioteca Comunale  collabora anche D’alessio Girolamo , il genitore di un mio compagno di classe che,  essendo un maestro in pensione, ci aiuta nella scelta dei libri.

 

Angela Pacca

 

 

 

In questo paese ci sono  6  bar.

 Il bar   "Snack- bar ". 

 

 

 

 

 

Mio padre ha un bar che si chiama” Snack- bar “.  Si trova al bivio di Pannarano . In estate fa i gelati con la  macchina del gelato e la granita con il granitone . Papà fa anche i cornetti , i rustici e i panini . Alcune volte faccio io il caffè .

Il primo  nome del bar era Bivio e Pistola ed era posseduto da un altro proprietario .

 

 

 

 

 

 

 In seguito  è stato comprato da mia  nonna . La mia maestra dice che si fanno delle buonissime  briosc e io ne sono molto contento.

Serafino Di Giambattista 

 

 

 

I caduti in guerra

Per ricordare i Caduti in Guerra il 19 giugno 1921 il consiglio comunale di Pannarano  deliberò di eternare  in una lapide in marmo i Caduti in Guerra . Essa venne murata sulla parete della casa comunale sul lato di via Municipio con la dedica del professore Torraca della Università di Napoli “ Ai concittadini  che numerosi  e prodi pugnarono  e morirono per la Patria e per il Diritto “.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per iniziativa  della sezione combattenti e Reduci , presieduto  da Borreca Claudio, succeduto a Raffaele Lombardi ,è stato eretto un monumento ai caduti di tutte le guerre, in piazza Roma costituito da una stele   in travertino di Fontanarosa.,

Essa porta la scritta :”Credevano nella  Patria , onorarono la loro fede col sacrificio della vita.I superstiti li ricordano alle generazioni a venire  ! “Ogni anno il 4 novembre noi  ricordiamo i nostri Caduti in guerra.Tra i caduti nella prima guerra mondiale era presente anche mio zio D’ Alessio Antonio della classe 1881.

 D’Alessio Vincenzo

 

 La montagna di Pannarano

 

 


 

         

 

 

 

 

 

Pannarano è posta tra il Partenio e il Taburno, occupa un splendida posizione da cui è possibile ammirare un panorama incantevole.

Nel   1680  il    poeta  -  avvocato  napoletano  Nicola  Amenta  ,  ospite  nel  Castello  di  Pannarano   di  Benedettto  Caracciolo  ,così  scriveva  :

 

 

E’ posta  Panderan  fra  grandi  e  spesse

montagne  ;e  quasi  in  mezzo  d’un  teatro 

ella  intorno  le  scopre  e  gode  d’esse .

 

 

 

 

 Le  montagne , di  cui  si  parla  , sono  quelle  del  Partenio ,  ricche  di  acqua    e  di  vegetazione .

Pannarano  si  trova proprio  alle falde di questo versante , là dove termina la Valle Caudina  , tra i comuni di Roccabascerana , Pietrastornina e San Martino V. C.

Quella    parte   della   catena  del   Partenio    che  è   compresa   nel   demanio     comunale   di  Pannarano    è     costituita   per   la   maggior   parte   da  faggeti . 

 

 La montagna di Pannarano e’alta 1425 m .Dalle vette è possibile ammirare durante i giorni sereni ,il golfo di Napoli e quello di Salerno .

 

 

 

 

 

La  vegetazione è compatta . E’ anche ricca di acqua.Le sorgenti più conosciute sono: acqua delle Vene ,acqua di Carpino ,di Carluccio , di Tavella ,di Salomone. Nel  1700 d.C. al centro della contrada “Piane” c’era forse un lago. A circa 600 m. di quota ci sono i castagneti alcuni pregiati per il legname e altri per le castagne .   Un tempo le castagne  venivano consumate sotto forma di “ballotte, vrole, spistate ,nfornate  , curate“. Recitava un detto :”Tante più castagne quanta più neve”.Per l’inverno non si conservavano solo le castagne ma anche fichi secchi, prugne, pere secche che servivano per la cena. Tra Natale e Capodanno i ragazzi andavano per le contrade del paese , si fermavano ad ogni abitazione gridando:”Sussi massara e dacci li sciusci”. I boschi demaniali  fornivano  al Comune molte entrate e i cittadini potevano raccogliere legna, funghi, fragole, origano, lamponi.La legna da ardere è stata soppiantata dal Gas ,così come i carboni . Cessati i tagli a rotazione dei boschi sono divenute  rare fragole ed origano per mancanza di sole .Va notato però, che la nostra montagna è meta continua di escursionisti di Pannaranesi emigrati che specie nei giorni festivi tornano in paese .Spesso vi arriva anche qualche comitiva di forestieri .La presenza di sorgenti di acqua leggera , fresca e incontanimata attira tanta gente .Il paese possiede una rete stradale collegata con i comuni di Pietrastornina e Summonte e questo  rende facile la salita alla montagna.


 

 

 

 

 

 

 

 

          

 

 

 

  

 Pagnozzi Argentina    

                        

 

L’economia a Pannarano

 

L’ economia del paese è essenzialmente agricola. E’ fondata soprattutto sulla produzione di vino e castagne. Tra il 1930 e il 1940 si distrussero tutti i vigneti a causa  della filossera.

 Poi venne il cancro del castagno. I contadini fecero ricorso al vitigno americano le cui radici per il loro sapore non vengono attaccate dalla filossera e  per questo innestarono   la nostra uva tradizionale: l’aglianico. I castagneti invece, vennero in buona parte sostituiti dai frutteti: ciliegi, meli, peri. Ma la perdita fu irreparabile.Durante gli scavi per rimuovere i castagni malati furono trovate delle tombe di ceramica . La perdita della produzione di vino e di castagne esplose in tutta la sua gravità per i concittadini dopo la fine della guerra .Molti emigrarono anche a Torino e a Milano, altri raggiunsero il Belgio, l’Inghilterra, la Germania federale, l’ Australia e il Canada. Purtroppo  anche l’ emigrazione ebbe vittime. I contadini: Covino Mario, Franco Annibale e Franco Domenico ,emigrati in Belgio, trovarono la morte nelle miniere di carbone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 L’ economia oggi  si basa soprattutto sulla produzione di vino e castagne e, in modo minore su quella di olio, noci, nocciole, ciliegie ,mele, pere, e fichi.E’ ottimo il vino a denominazione d’ origine controllata ”Aglianico amaro rosso i Pannarano”,di colore rosso rubino, pastoso, abbastanza robusto, ottimo per arrosti di carni bianche.

Anche il vino ottenuto dal vitigno Coda di Volpe  è un prodotto di pregio .

 L’artigianato è costituito dai mestieri comuni e tradizionali  , tra i quali fanno spicco la lavorazione artistica , del legno la fabbricazione di piatti in terracotta e la produzione di oggetti in vimini. Di poco conto è la distribuzione dei prodotti.

 

 

La domenica c’è il mercato. L’economia pannaranese , che è stata storicamente legata alla campagna ed alla montagna,oggi oltre all’olio d’oliva di ottima qualità produce il tipico vino aglianico rosso amaro pannaranese . Negli ultimi anni si sta riavviando la coltura del castagno. I castagneti crescono nella zona demaniale intorno ai 600 m .

 Mattia Lombardi e Rino Meoli

 Le     chiese

        


 
 

 

 

 

 

Nel 1500 in un manoscritto veniva riferito che in quel tempo il paese  oltre la Chiesa Madre dedicata a S. Giovanni Battista aveva altre quattro chiese  che corrispondevano a ognuno dei quattro villaggi:  S.Pietro, S.Nicola, S.Maria Maddalena, S. Maria ad Stadium.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esistevano  nel 1746  una chiesa   madre  sotto  il  titolo  di  S. Giovanni  Battista,quattro  cappelle  pubbliche  sotto  l’indicazione  del  Sagramento  ,del   Rosario  di  S.  Maria, di Costantinopoli, del  Monte  dei Morti

 Della  chiesa di Santa Maria a Cannavile non se ne parlava ,ma esiste intorno ad essa una leggenda.

 

 

 

La leggenda della  chiesa

 di S. Maria   a  Cannavile 

 

 

 

La  leggenda  popolare  della  chiesa  di S. Maria   a  Cannavile  ,  narra  che  una  donna  si  recò  a  lavorare  in  contrada  S. Maria. La  donna  non  avendo  dove   lasciare  la  bambina e  non  potendo  sottrarsi  alla  sua  necessità   di  lavoro,lasciò la bambina tra le canne. Tornando vide che la bambina era sparita. Cercandola  vide che era accanto ad un serpente che le stava entrando nella bocca attirato dal latte. La donna allora invocò la Madonna che scese dal cielo e schiacciò il serpente. Per questo miracolo  la chiesa fu chiamata la Chiesa di S. Maria a Cannavile. In  una  lapide si  legge che  essa   venne   consacrata  da  Francesco Vincenzo Maria  Orsini  il  27  Aprile  1709.Delle  altre  chiese  indicate,  secondo gli  atti  relativi  alla  Congrega  del Rosario, la chiesa del Rosario e  la chiesa del Sacramento sono la stessa cosa.

Le altre chiese,che erano in verità  cappelle, quella del Monte dei Morti e di S. Maria di Costantinopoli ,erano parte integrante della Chiesa madre di S. Giovanni Battista.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 Qui  a   Pannarano  la  chiesa  più  celebrata  è    quella di   S. Giovanni   Battista ,dedicata a  S. Giovanni Battista , protettore di Pannarano e ,secondo alcune fonti storiche, fu edificata nel 1598.

La statua del Santo è una scultura in legno del  1750 che fu eseguita dalla Scuola Napoletana del Picano ,un allievo del Bernini

 

Esiste la chiesa del Carmine  in frazione “Selvetelle” che è una cappella privata . Poi c’è la chiesa di S. Nicola che è lo stesso una cappella privata .Ricordiamo anche la chiesa “Cimitero” di via Rampe Fontana cosi chiamata perché nel passato c’era un’area circoscritta da mura di cinta con al centro una  fossa comune per il seppellimento dei cadaveri  , una fossa ancora oggi visibile.

 

 

 

 

 

 

 

Nel testamento di Chiarina Pacca del 18 Maggio nel 1864 esprimeva allo zio Sacerdote Francesco D’Alessio il desiderio di essere sepolta nella chiesa del Carmine in Frazione Selvetelle.Parlando di questo possiamo dire che i  morti venivano seppeliti in Contrada Canale dove oggi vengono rivenute delle tombe per questo viene chiamato il sito dei morti

La chiesa di Cannavile fu consacrata nel 1709.

 

Tante  chiese  con il passare del  tempo  sono  cambiate   ad  esempio: la  chiesa  che  si  trova   al  Cerreto,che    è  diventata   tutta   sgretolata   .Dietro  di  essa  c’è  un  cimitero    dove     nessuno  va  da  tempo.Molte   chiese  sono  state   ristrutturate  da  come   erano . A   Pannarano  oggi ci sono chiese rovinate e altre che sono state rivoluzionate. 

Salvatore Caputo e Giovanni D’Alessio

 

Bellezza e leggenda.

 

 

 

Il nostro paese è posto in una posizione veramente incantevole.E’ stato scritto: “Pannarano un eccezionale belvedere che va dal golfo di Napoli ai monti del Sannio”.

 

 

Tutti dovrebbero tenere conto di questo grande patrimonio naturale e cercare il più possibile di  salvarlo , salvaguardarlo e valorizzarlo.E’ un dovere valorizzare la nostra montagna, le acque che vi sgorgano e i luoghi adiacenti bisogna tenerli puliti provvedendo alla loro manutenzione, per consentire alle persone di trascorrere delle ore piacevoli all’aperto in una natura incontaminata anche perché abbiamo un clima né troppo freddo d’inverno, né torrido d’estate

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            Narra la leggenda che l’Angelo nel suo  volo verso il Santuario di Montevergine ,ammirato dalla bellezza dei nostri monti  vi volle sostare per breve tempo.Poggiò il piede su un macigno e vi lasciò l’orma del suo piede, un’ orma che ancora oggi è possibile vedere . Da essa  ha preso il nome quella parte della montagna     “ a pedata e l’ Angelo”.Il nostro paese si trova anche e breve distanza da vari paesi come: Benevento, Napoli e Avellino e le persone possono andare facilmente al lavoro in queste città.

Mi piace molto vivere nel mio paese e vorrei che fosse sempre più bello, sia per i turisti che vengono in villeggiatura ,sia per quelli che vengono a cercare funghi e sia per quelli che vengono per fare una scampagnata.  

Mario Abate

 

L’ Oasi di Pannarano

 

L’Oasi  si trova a Pannarano precisamente nel Parco Regionale del Partenio.

Essa va dagli 800 ai 1598 m. sul livello  del mare . Ci permette di immergerci in uno splendido paesaggio incontaminato ..Essa è sorta per tutelare un territorio ancora integro in cui la natura prevale sull’aggressione dell’uomo.

 

 

 

Riti e leggende

 A Pannarano molte sono le festività che vengono celebrate e svolte secondo antiche usanze . Tra esse si ricorda la processione di Gesù  Bambino, fatta nella notte di Natale  durante la quale nella piazza del paese per l’ occasione si prepara il “catuozzo” , falò di legna lasciato bruciare fino al giorno dopo. Ci sono i riti che si svolgono  in chiesa nei giorni  prima  di  Pasqua che terminano il venerdi santo con la processione di Gesù morto.Le  persone più anziane eseguono riti e lamenti per far rivivere ancora oggi le vecchie tradizioni.

 

 

 

 

La festa però più bella e più sentita dai pannaranesi è la festa del 15 agosto in onore della Madonna Assunta .I pannaranesi  in  Suo onore il 15 agosto fanno una processione. Durante questa festa tutti i cittadini che si trovano all’estero  ritornano in patria. La festività è una buona occasione per i pannaranesi di rivedersi nella propria terra.

 I festeggiamenti principali si svolgono tra il 14-15 agosto e qualche tempo fa venivano preceduti da Novene che  si celebravano per un mese nella chiesa di S. Maria a Cannaville.

 Si narra che questa chiesa nel periodo della novena era affidata ad un “  Picuozzo” . Ce n’era uno il quale ogni sera preparava piccoli cilindri di ferro molto robusto con un buco alla base  . Venivano riempiti di polvere da sparo ,coperti da calcinacci pressati ,messi l’uno vicino all’altro. Un filo era fissato all’estremità di una canna che serviva a dar fuoco ai cilindri .Quindi avveniva un ‘esplosione  durante la benedizione.

Una messa solenne viene celebrata alla mezzanotte del 14 di agosto con grande affluenza dei fedeli anche dei paesi vicini.

Fanno parte dei  festeggiamenti due tradizioni che sono: gli auguri del comitato e il lancio dei palloni multicolori .


 

Gli auguri vengono fatti da un banditore che gira per il paese ,bussa alle porte, chiama e dice: ”Bonnì e bonnà e boni fatti feste”.I palloni sono rosse sfere di carta multicolore , messe insieme con lavoro paziente; vengono portati in piazza poco prima del lancio e qui , nell’intervallo tra un pezzo di musica ,gonfiati dal caldo di un piccolo falò, vengono liberati e vanno verso il cielo  sempre alimentati dall’aria calda di una fiamma per testimoniare ancora la fede dei pannaranesi nella Madonna .

Si ricorda anche il rito della” scapillata” ; questa è  formata più o meno da un gruppo di giovanette che a piedi nudi, con i capelli  scapillati sulle spalle, con un cero acceso in mano, cantano la gloria alla Madonna, per implorare la guarigione dei malati.Molto bella  è la Processione della Madonna che attraversa il paese. Spesso viene fatta sostare su tavoli predisposti per ogni quartiere per la raccolta delle offerte che i devoti usano appendere personalmente  allo stendardo che accompagna la  Madonna.

 

Alla fine c’è un fantasmorico spettacolo pirotecnico a cui partecipano ditte locali e non.

Attualmente esiste un periodo  di festeggiamenti “L’estate pannaranese” che inizia il primo agosto con qualche  classica sagra.

La parte più interessante è la fiaccolata che dalla chiesa parrocchiale va alla chiesa di S.Maria di Cannaville seguita dalla messa di mezzanotte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rito del pellegrinaggio a Montevergine

 

 

 

 

 

A fine Agosto la popolazione si recava al Santuario di Montevergine . Si saliva scalzi recitando preghiere e cantando inni alla Madonna. Un’antica tradizione dice che non si doveva portare carne. Chi lo faceva commetteva un peccato mortale e a Pannarano raccontavano strani movimenti della  montagna o sciagure per chi consumava carne. Quando si partiva per il pellegrinaggio le persone preparavano pane fresco cotto al forno imbottito con peperoni ripieni per rispettare il digiuno della carne.Ancora oggi  si sale a piedi al Santuario nel mese di ottobre.

 

 

 

 

 

 Giovanni D’Alessio ,Iermano Vincenzo  e Enza Bocchino

 

 

 

 

 

La lacrimazione della Madonna della  Riparazione

 

Verso  la sera del 5 Giugno 1996 , davanti a un’ immagine della Madonna pellegrina, che poi è stata  chiamata Madonna della Riparazione, era concentrata e inginocchiata una ragazza che pregava per la mamma malata. Alzando lo sguardo vide che dagli occhi della statua usciva liquido rosso e pensò che fosse sangue. Subito corse a chiamare i familiari che accorsero. Visto  quello che era accaduto , pensarono che fosse stato uno scherzo ,così cercarono di asciugare le macchie di sangue ma non ci riuscirono . Poi si accorsero  che  era  sangue vero. Allora  andarono a chiamare il  Parroco Don Alfonso  Lapati , il quale avvisato, si rifiutò di andare, pensando che il fatto non fosse vero. La mattina del 6 Giugno 1996 verso le 10, 30 visto che la statua cacciava ancora  sangue  , andarono a chiamare di nuovo il Parroco che si accorse che qualcosa non andava . Così si convinse ad andare  a vedere che cosa stava succedendo. Potè costatare che la statua cacciava vero sangue . Egli dopo aver interrogato i parenti si portò via la statua e la mise nella casa Parrocchiale .Solo il 24  Giugno 1996 la consegnò alla scientifica di Roma .Dalle analisi risultò che non c’erano impronte , ed era sangue umano di sesso femminile . Da allora la statua della Madonna è chiusa nella chiesa di San.Giovanni Battista . Da quel giorno è chiamata Madonna della Riparazione e molti fedeli la pregano con devozione.

Libera Pagnozzi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il folklore

Nel mese di agosto la cultura e i prodotti tipici  sono protagonisti di feste e sagre . A Pannarano  resta sempre viva  una   saggezza popolare tramandata oralmente da padre in figlio, una serie di vecchissimi proverbi dialettali, la cura di tante malattie con erbe e piante vegetali della zona.Esiste un ricettario galenico scritto in vernacolo  pannaranese e copiato nell ‘anno 1899 sulle pagine bianche di un Almanacco  italiano 1898  .Sono state ritrovate   pure due ricette per preparare pietanze prettamente pannaranesi.Il numero cabalistico di Pannarano per il gioco del lotto è il 73.

Esiste un proverbio di Pannarano che dice: “Pentema janca vero o’ scarpillino e trema”, che significa che anche un potente come una roccia può avere paura di un  umile come  può esserlo uno scalpellino.

 

Enza Bocchino  e  Angela Pacca.

 

Il Presepe Vivente


 

In occasione del  Natale gli alunni  della scuola dell ‘Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado di Pannarano preparano  , con la collaboarazione dell’Anspi  e del Comune ,un anno il Presepe Vivente e un anno il Concerto di Natale . Vi partecipa tutto il paese e anche le persone dei paesi vicini attirati dalla  manifestazione che è veramente suggestiva ed  è diventata  ormai  una tradizione .

 

 

 

 

 

 

 

Dal sito internet della scuola   : www.istitutoceppaloni.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Presepe Vivente

Si è realizzata anche quest’anno a Pannarano ,seppur tra mille difficoltà, la  tradizione del “Presepe Vivente”;una manifestazione che ha offerto alla scuola un’ ulteriore opportunità di qualificare il suo operato.Encomiabile anche l’intervento dell’ A.N.S.P.I. che già da molto tempo affianca e offre disponibilità ad ogni iniziativa scolastica.

Ricostruire nella piazza principale del paese antichi momenti di vita vissuta, ha richiesto notevole impegno agli alunni, ai genitori, ai docenti e a quanti si sono prodigati per la realizzazione di questo Presepe Vivente.

Si , perché è come un presepe che appare Pannarano ai visitatori perla sua posizione geografica, per le antiche stradine, i vicoli, le piazze, che ancora conservano qualcosa del passato.

Realizzare anche quest’anno a Pannarano il Presepe ha significato per noi docenti giorni e giorni di preparazione, di lavoro e di incontri con i genitori e  con i responsabili dell’A.N.S.P.I. per mettere a punto tutto il necessario per  allestire gli angoli della grande piazza Municipio e rendere possibile la  riuscita della manifestazione,

La  manifestazione del Presepe è stato senz’altro un  momento per qualificare l’operato della scuola di Pannarano, ma anche una ulteriore opportunità per migliorare la formazione degli alunni e nello stesso  tempo un momento di incontro, di partecipazione di confronto per tutti i giovani che purtroppo vivono la complessità dell’attuale momento storico e sociale.

Ai visitatori, accorsi in numero notevole nonostante le avverse condizioni del tempo, che non ha risparmiato una pioggerellina verso la fine della manifestazione, il commento su quanto hanno potuto ammirare il 20 dicembre.
Una cosa c’è da dire: la manifestazione ripropone in un clima di soffusa dolcezza , la Nascita del Bambino, un avvenimento atteso con grande entusiasmo da parte di bambini, adulti e anziani tanto che essa è alla sua quarta edizione e c’è l’augurio che diventi una tradizione consolidata nel tempo.

 

Il Presepe Vivente a Pannarano:   la    nostra storia.

 

 

 

 

 

 

Tre mesi fa in una bella giornata di dicembre alcune maestre e la Direttrice si sono riunite e  hanno parlato di fare il tradizionale Presepe Vivente. Dopo una settimana hanno deciso il luogo in cui farlo : vicoli e piazze del paese.Alla nostra classe è toccato  via “Casa corte”. Tra il venerdì e sabato successivi i nostri compagni e le maestre hanno deciso chi avrebbe portato gli oggetti necessari per preparare il Presepe, poi si è deciso per le scene. A scuola,  la  mattina della rappresentazione siamo andati con i genitori  nella piazza per preparare le scene. La sera verso 17:30 abbiamo iniziato con la sfilata per  il paese partendo dalla scuola, poi ci siamo messi ai nostri posti e abbiamo impersonato scene di vita dell’epoca. La gente è arrivata in gran numero come ogni anno per assistere al Presepe   Vivente ed io penso anche attirati dalla nostra bravura. La gente era con gli occhi lucidi e contenta .Poi i bambini e i genitori si sono presi  per  la  mano e sono andati via.

 Il concerto di Natale                                                               

Le maestre hanno organizzato un concerto scolastico per Natale. Ogni classe delle elementari, delle medie e dell’ asilo ha  preparato una recita o una canzone. Noi abbiamo partecipato con  una canzone. Ogni mattina cantavamo e ripassavamo la canzone e una volta ho visto che la maestra Angela  e la maestra Anna si erano  rassegnate a farci cantare anche se eravamo un pò stonati. Alla fine però la nostra canzone è piaciuta.

Roberta Pancione

La musica popolare

Il canto popolare è una delle espressioni più  vive e significative della vita, dei costumi ,delle tradizioni della gente del Partenio.

La tradizione orale e musicale della nostra zona conserva ancora tanta freschezza e  vivacità grazie all’ esistenza di molti gruppi culturali e musicali .In questo modo  viene mantenuto  questo  patrimonio culturale.

Il gruppo di Pannarano è il FOLK SABA.

Il gruppo costituito sotto forma di cooperativa ,è nato parecchi anni fa .

Attualmente ha raggiunto un ‘alta professionalità nella musica popolare,  grazie allo studio e alla ricerca e alla collaborazione di artisti come Peppe Barra  e Tullio

De Piscopo.

Il loro repertorio comprende brani della tradizione caudina ed irpina,  di canto popolare parlati e recitati.

Il gruppo SABA pur essendo nato da poco   si è distinto per la chiarezza delle voci e del suono e per la  connotazione a tratti popolare della Valle Caudina  e della tradizione campana già interpretata da altri gruppi ( Nuova Compagnia Canto Popolare , ecc.).

L’originalità della  interpretazione  orale, l’espressività delle voci, la gestualità e la mimica di stampo prettamente popolare ne  fanno  una delle formazioni più valide della zona .

 

Russo Nunzia e Paola Caputo

 

 

 

  GLI ALUNNI - classe IV -scuola Primaria di Pannarano

 

 

 

Testi consultati:

*      All’ombra del Partenio di Crescenzo Miele

*      Pannarano-Storia, tradizione,folklore di Pietro Vannetiello

*      Dal Partenio alla Valle del Sabato del Circolo Didattico di Ceppaloni

*      Partenio   Storia di un territorio di Francesco Bove

*      Pubblicazioni 

*      Siti internet

*      Fonti orali

 

 

 

 

  Un grazie va a tutti i genitori degli alunni  della classe IV che con la loro collaborazione hanno reso possibile questo lavoro.

 

 

 

 

 

 

      Il nostro territorio:         Pannarano ieri e oggi.

              

 Hanno collaborato alla realizzazione di questo lavoro  per  l’ edizione nazionale -anno 2006 – VIII Settimana della Cultura Scientifica  e della Creatività , gli alunni della classe IV della scuola Primaria di Pannarano e le insegnanti De Rosa Angela e De Maio Anna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Indipendenza   in un dipinto a olio

su tela di Covino Domenico ex alunno

del nostro Istituto Comprensivo diCeppaloni.

 

 

 

 

   T OR NA

H O M E

 

 

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