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Il nostro territorio:
Pannarano ieri e
oggi.
Edizione nazionale -anno 2006 – VIII Settimana della Cultura Scientifica e della Creatività
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Mappa antica delle montagne di Pannarano
Questo paese dovrebbe essere di origini longobarde. Confina ad est con Roccabascerana e Pietrastornina ed a ovest con San Martino Valle Caudina, a sud con Summonte ed Avella, a nord con Roccabascerana e San Martino Valle Caudina. La superficie di questo paese è di 1172 ettari. La distanza da Benevento è di 24 km circa. E’ un paese circondato dalle province di Avellino. Pannarano non è una provincia di Avellino come le altre , grazie al valoroso eroe dei due monti , ossia Giuseppe Garibaldi che il 25 ottobre del 1860, lo inserì nella provincia di Benevento. E’ stato ritrovato un bollitore risalente all’ anno 1000 a.C. che testimonia la presenza di popoli di civiltà appenninica. Nella stessa località sono state ritrovate anche tombe di terracotta. Un manoscritto del 1500 di G. B colloca la formazione di questo paese intorno all’anno 295 a .C. Da documenti ufficiali questo piccolo centro risale ai secoli XIII-XIV con la denominazione di “Casale Ponderani “. Le tombe di origine sannitica , rinvenute lungo la fascia pedemontana fanno ipotizzare l’esistenza di nuclei abitativi in epoca più remota , nell’epoca della civiltà dei sanniti . Pasquale D’Alessio
L’origine del nome
Nell’ immediato periodo post-bellico , la malattia della cancrena distrusse tanti castagni di cui il territorio di Pannarano prima era ricco .I proprietari ,perciò furono costretti a dissodare il terreno per nuove piantagioni. Scavando trovarono una necropoli di età pre-romana. Furono rivenute numerose tombe di terracotta che contenevano scheletri e ancorette di colore rossastro, che evidenziano un popolo di guerrieri vissuti nell’epoca Appennino- Sannita . Arcangelo da Montesarchio afferma che l’origine del paese deriverebbe da un ‘ara , ossia da un tempio che i Romani eressero al dio Panis ( divinità dei boschi e delle selve) . A questa ipotesi non si è trovato nessun documento .
Pannarano potrebbe derivare da: grano, da un certo Panarius, un gentiluomo romano o da pozzanghera, pantano o infine da un nome greco che significa area di altura. Nel 295a.c. venne fondato il paese. Un’ altra fonte storica di Pannarano è il castello feudale che è stato venduto e rimodernato.Oggi nel 2006, non conserva più le caratteristiche del periodo del feudalesimo. Il Feudo nel 1300 era posseduto dalla famiglia Della Leonessa, donato dalla famiglia Stendardo per il matrimonio di Guglielmo della Leonessa con Isabella Stendardo. Sarebbe stato proprio della Leonessa ad erigere il castello di Pannarano come ultime difese. Fu durante il dominio del figlio Marino, che questo centro subì gravi danni a causa delle lotte Aragonesi, così come riporta un famoso diario anonimo. Nel 1456 l’ ebbe come dote di matrimonio Gabriella Della Leonessa ,in seguito fu venduto a Francesco della Lagonissa. Il 25 settembre del 1455 il feudo di Pannarano passò nelle mani di Fabrizio della Leonessa. Gli eredi di Gabriella della Leonessa fecero annullare la vendita che aveva fatto Fabrizio della Leonessa e alienarono il feudo a Martino Marziale di Napoli, regio Consigliere di Ferdinando
Del patrimonio storico di Pannarano rimane molto poco : il castello marchesale e le antiche chiese .Il castello marchesale , fu edificato verso il 1300 da Guglielmo della Leonessa e restaurato intorno al 1850 dal signor Eustachio Abate .Ha però perduto la sua caratteristica per le molte vendite che sono state fatte in tempi diversi.
Ho letto su Encarta che l’Italia entrò in guerra il 10/ 6 /1940 a favore della Germania , contro l ‘ Inghilterra e la Francia . Il 25/7/1943 fu tolto il comando a Benito Mussolini, perché la guerra andava male , e fu affidato al maresciallo Pietro Badoglio che sciolse l’alleanza con la Germania e si schierò dalla parte dell’ America e dell’Inghilterra .I Tedeschi reagirono occupando l’Italia .Gli americani sbarcarono in Sicilia e liberarono le regioni meridionali combattendo contro l’esercito tedesco che fu costretto a ritirarsi verso nord . Mio padre mi ha detto che anche a Pannarano c’erano dei soldati nazisti con cannoni e mitragliatrici ed erano accampati presso il palazzo di don Beniamino Lombardi .Gli americani erano a Pietrastornina e avanzavano verso Pannarano . Quando i tedeschi si resero conto che non li potevano fermare, si ritirarono facendo saltare in aria i ponti stradali . Uno dei più importanti ponti che si trovava giù a Pistola subì un forte scoppio perché lì sotto c’erano sistemate casse e casse di dinamiti. Queste casse esplosero il 3/10/1943 alle ore 14,00.
Molti guardano quella pietra, ma non sanno che è un pezzo di storia. .
Pasquale D’Alessio
Il terremoto a Pannarano
Poi ci fu un altro terremoto quello del 1962 molto lieve e quello del 1981 che fece tremare la terra di nuovo ma soltanto per 18 secondi. Russo Nunzia e Di Giambattista Serafino
POPOLAZIONI ATTUALI.
Il municipio si trova vicino piazza dei Martini. La scuola media materna ed elementare si trovano in via A. D ’Alessio invece la banca e la posta in via Municipio. Il campo di calcio si trova in via Pietrastornina , mentre il campo di calcetto in via Sorbo San Pietro. La popolazione vive per la maggior parte nel centro del paese, dove ha la sede la Casa del Comune e il resto in case sparse.
Angela Pacca
A Pannarano c’è la Biblioteca Comunale dove noi alunni ci rechiamo a prendere dei libri da leggere con le nostre insegnanti. Nella Biblioteca Comunale collabora anche D’alessio Girolamo , il genitore di un mio compagno di classe che, essendo un maestro in pensione, ci aiuta nella scelta dei libri.
Angela Pacca
In questo paese ci sono 6 bar.
Il primo nome del bar era Bivio e Pistola ed era posseduto da un altro proprietario .
In seguito è stato comprato da mia nonna . La mia maestra dice che si fanno delle buonissime briosc e io ne sono molto contento. Serafino Di Giambattista
I caduti in guerra
Per iniziativa della sezione combattenti e Reduci , presieduto da Borreca Claudio, succeduto a Raffaele Lombardi ,è stato eretto un monumento ai caduti di tutte le guerre, in piazza Roma costituito da una stele in travertino di Fontanarosa., Essa porta la scritta :”Credevano nella Patria , onorarono la loro fede col sacrificio della vita.I superstiti li ricordano alle generazioni a venire ! “Ogni anno il 4 novembre noi ricordiamo i nostri Caduti in guerra.Tra i caduti nella prima guerra mondiale era presente anche mio zio D’ Alessio Antonio della classe 1881. D’Alessio Vincenzo
La montagna di Pannarano
Pannarano è posta tra il Partenio e il Taburno, occupa un splendida posizione da cui è possibile ammirare un panorama incantevole. Nel 1680 il poeta - avvocato napoletano Nicola Amenta , ospite nel Castello di Pannarano di Benedettto Caracciolo ,così scriveva :
E’ posta Panderan fra grandi e spesse montagne ;e quasi in mezzo d’un teatro ella intorno le scopre e gode d’esse .
Le montagne , di cui si parla , sono quelle del Partenio , ricche di acqua e di vegetazione . Pannarano si trova proprio alle falde di questo versante , là dove termina la Valle Caudina , tra i comuni di Roccabascerana , Pietrastornina e San Martino V. C. Quella parte della catena del Partenio che è compresa nel demanio comunale di Pannarano è costituita per la maggior parte da faggeti .
Pagnozzi Argentina
L’economia a Pannarano
L’ economia del paese è essenzialmente agricola. E’ fondata soprattutto sulla produzione di vino e castagne. Tra il 1930 e il 1940 si distrussero tutti i vigneti a causa della filossera.
L’ economia oggi si basa soprattutto sulla produzione di vino e castagne e, in modo minore su quella di olio, noci, nocciole, ciliegie ,mele, pere, e fichi.E’ ottimo il vino a denominazione d’ origine controllata ”Aglianico amaro rosso i Pannarano”,di colore rosso rubino, pastoso, abbastanza robusto, ottimo per arrosti di carni bianche. Anche il vino ottenuto dal vitigno Coda di Volpe è un prodotto di pregio . L’artigianato è costituito dai mestieri comuni e tradizionali , tra i quali fanno spicco la lavorazione artistica , del legno la fabbricazione di piatti in terracotta e la produzione di oggetti in vimini. Di poco conto è la distribuzione dei prodotti.
La domenica c’è il mercato. L’economia pannaranese , che è stata storicamente legata alla campagna ed alla montagna,oggi oltre all’olio d’oliva di ottima qualità produce il tipico vino aglianico rosso amaro pannaranese . Negli ultimi anni si sta riavviando la coltura del castagno. I castagneti crescono nella zona demaniale intorno ai 600 m . Mattia Lombardi e Rino Meoli Le chiese
Nel 1500 in un manoscritto veniva riferito che in quel tempo il paese oltre la Chiesa Madre dedicata a S. Giovanni Battista aveva altre quattro chiese che corrispondevano a ognuno dei quattro villaggi: S.Pietro, S.Nicola, S.Maria Maddalena, S. Maria ad Stadium.
Esistevano nel 1746 una chiesa madre sotto il titolo di S. Giovanni Battista,quattro cappelle pubbliche sotto l’indicazione del Sagramento ,del Rosario di S. Maria, di Costantinopoli, del Monte dei Morti Della chiesa di Santa Maria a Cannavile non se ne parlava ,ma esiste intorno ad essa una leggenda.
La leggenda della chiesa di S. Maria a Cannavile
La leggenda popolare della chiesa di S. Maria a Cannavile , narra che una donna si recò a lavorare in contrada S. Maria. La donna non avendo dove lasciare la bambina e non potendo sottrarsi alla sua necessità di lavoro,lasciò la bambina tra le canne. Tornando vide che la bambina era sparita. Cercandola vide che era accanto ad un serpente che le stava entrando nella bocca attirato dal latte. La donna allora invocò la Madonna che scese dal cielo e schiacciò il serpente. Per questo miracolo la chiesa fu chiamata la Chiesa di S. Maria a Cannavile. In una lapide si legge che essa venne consacrata da Francesco Vincenzo Maria Orsini il 27 Aprile 1709.Delle altre chiese indicate, secondo gli atti relativi alla Congrega del Rosario, la chiesa del Rosario e la chiesa del Sacramento sono la stessa cosa.
Qui a Pannarano la chiesa più celebrata è quella di S. Giovanni Battista ,dedicata a S. Giovanni Battista , protettore di Pannarano e ,secondo alcune fonti storiche, fu edificata nel 1598. La statua del Santo è una scultura in legno del 1750 che fu eseguita dalla Scuola Napoletana del Picano ,un allievo del Bernini
Esiste la chiesa del Carmine in frazione “Selvetelle” che è una cappella privata . Poi c’è la chiesa di S. Nicola che è lo stesso una cappella privata .Ricordiamo anche la chiesa “Cimitero” di via Rampe Fontana cosi chiamata perché nel passato c’era un’area circoscritta da mura di cinta con al centro una fossa comune per il seppellimento dei cadaveri , una fossa ancora oggi visibile.
Nel testamento di Chiarina Pacca del 18 Maggio nel 1864 esprimeva allo zio Sacerdote Francesco D’Alessio il desiderio di essere sepolta nella chiesa del Carmine in Frazione Selvetelle.Parlando di questo possiamo dire che i morti venivano seppeliti in Contrada Canale dove oggi vengono rivenute delle tombe per questo viene chiamato il sito dei morti La chiesa di Cannavile fu consacrata nel 1709.
Tante chiese con il passare del tempo sono cambiate ad esempio: la chiesa che si trova al Cerreto,che è diventata tutta sgretolata .Dietro di essa c’è un cimitero dove nessuno va da tempo.Molte chiese sono state ristrutturate da come erano . A Pannarano oggi ci sono chiese rovinate e altre che sono state rivoluzionate. Salvatore Caputo e Giovanni D’Alessio
Bellezza e leggenda.
Il nostro paese è posto in una posizione veramente incantevole.E’ stato scritto: “Pannarano un eccezionale belvedere che va dal golfo di Napoli ai monti del Sannio”.
Tutti dovrebbero tenere conto di
questo grande patrimonio naturale e cercare il più possibile di
salvarlo , salvaguardarlo e valorizzarlo.E’ un dovere valorizzare la
nostra montagna, le acque che vi sgorgano e i luoghi adiacenti
bisogna tenerli puliti provvedendo .
Narra la leggenda che l’Angelo nel suo volo verso il Santuario di Montevergine ,ammirato dalla bellezza dei nostri monti vi volle sostare per breve tempo.Poggiò il piede su un macigno e vi lasciò l’orma del suo piede, un’ orma che ancora oggi è possibile vedere . Da essa ha preso il nome quella parte della montagna “ a pedata e l’ Angelo”.Il nostro paese si trova anche e breve distanza da vari paesi come: Benevento, Napoli e Avellino e le persone possono andare facilmente al lavoro in queste città. Mi piace molto vivere nel mio paese e vorrei che fosse sempre più bello, sia per i turisti che vengono in villeggiatura ,sia per quelli che vengono a cercare funghi e sia per quelli che vengono per fare una scampagnata. Mario Abate
L’ Oasi di Pannarano
L’Oasi si trova a Pannarano precisamente nel Parco Regionale del Partenio. Essa va dagli 800 ai 1598 m. sul livello del mare . Ci permette di immergerci in uno splendido paesaggio incontaminato ..Essa è sorta per tutelare un territorio ancora integro in cui la natura prevale sull’aggressione dell’uomo.
Riti e leggende A Pannarano molte sono le festività che vengono celebrate e svolte secondo antiche usanze . Tra esse si ricorda la processione di Gesù Bambino, fatta nella notte di Natale durante la quale nella piazza del paese per l’ occasione si prepara il “catuozzo” , falò di legna lasciato bruciare fino al giorno dopo. Ci sono i riti che si svolgono in chiesa nei giorni prima di Pasqua che terminano il venerdi santo con la processione di Gesù morto.Le persone più anziane eseguono riti e lamenti per far rivivere ancora oggi le vecchie tradizioni.
La festa però più bella e più sentita dai pannaranesi è la festa del 15 agosto in onore della Madonna Assunta .I pannaranesi in Suo onore il 15 agosto fanno una processione. Durante questa festa tutti i cittadini che si trovano all’estero ritornano in patria. La festività è una buona occasione per i pannaranesi di rivedersi nella propria terra. I festeggiamenti principali si svolgono tra il 14-15 agosto e qualche tempo fa venivano preceduti da Novene che si celebravano per un mese nella chiesa di S. Maria a Cannaville.
Una messa solenne viene celebrata alla mezzanotte del 14 di agosto con grande affluenza dei fedeli anche dei paesi vicini. Fanno parte dei festeggiamenti due tradizioni che sono: gli auguri del comitato e il lancio dei palloni multicolori . Gli auguri vengono fatti da un banditore che gira per il paese ,bussa alle porte, chiama e dice: ”Bonnì e bonnà e boni fatti feste”.I palloni sono rosse sfere di carta multicolore , messe insieme con lavoro paziente; vengono portati in piazza poco prima del lancio e qui , nell’intervallo tra un pezzo di musica ,gonfiati dal caldo di un piccolo falò, vengono liberati e vanno verso il cielo sempre alimentati dall’aria calda di una fiamma per testimoniare ancora la fede dei pannaranesi nella Madonna . Si ricorda anche il rito della” scapillata” ; questa è formata più o meno da un gruppo di giovanette che a piedi nudi, con i capelli scapillati sulle spalle, con un cero acceso in mano, cantano la gloria alla Madonna, per implorare la guarigione dei malati.Molto bella è la Processione della Madonna che attraversa il paese. Spesso viene fatta sostare su tavoli predisposti per ogni quartiere per la raccolta delle offerte che i devoti usano appendere personalmente allo stendardo che accompagna la Madonna.
Alla fine c’è un fantasmorico spettacolo pirotecnico a cui partecipano ditte locali e non. Attualmente esiste un periodo di festeggiamenti “L’estate pannaranese” che inizia il primo agosto con qualche classica sagra. La parte più interessante è la fiaccolata che dalla chiesa parrocchiale va alla chiesa di S.Maria di Cannaville seguita dalla messa di mezzanotte.
Rito del pellegrinaggio a Montevergine
Giovanni D’Alessio ,Iermano Vincenzo e Enza Bocchino
La lacrimazione della Madonna della Riparazione
Libera Pagnozzi
Il folkloreNel mese di agosto la cultura e i prodotti tipici sono protagonisti di feste e sagre . A Pannarano resta sempre viva una saggezza popolare tramandata oralmente da padre in figlio, una serie di vecchissimi proverbi dialettali, la cura di tante malattie con erbe e piante vegetali della zona.Esiste un ricettario galenico scritto in vernacolo pannaranese e copiato nell ‘anno 1899 sulle pagine bianche di un Almanacco italiano 1898 .Sono state ritrovate pure due ricette per preparare pietanze prettamente pannaranesi.Il numero cabalistico di Pannarano per il gioco del lotto è il 73. Esiste un proverbio di Pannarano che dice: “Pentema janca vero o’ scarpillino e trema”, che significa che anche un potente come una roccia può avere paura di un umile come può esserlo uno scalpellino.
Enza Bocchino e Angela Pacca.
Il Presepe Vivente
Dal sito internet della scuola : www.istitutoceppaloni.it
Presepe Vivente Si è realizzata anche quest’anno a Pannarano ,seppur tra mille difficoltà, la tradizione del “Presepe Vivente”;una manifestazione che ha offerto alla scuola un’ ulteriore opportunità di qualificare il suo operato.Encomiabile anche l’intervento dell’ A.N.S.P.I. che già da molto tempo affianca e offre disponibilità ad ogni iniziativa scolastica. Ricostruire nella piazza principale del paese antichi momenti di vita vissuta, ha richiesto notevole impegno agli alunni, ai genitori, ai docenti e a quanti si sono prodigati per la realizzazione di questo Presepe Vivente. Si , perché è come un presepe che appare Pannarano ai visitatori perla sua posizione geografica, per le antiche stradine, i vicoli, le piazze, che ancora conservano qualcosa del passato. Realizzare anche quest’anno a Pannarano il Presepe ha significato per noi docenti giorni e giorni di preparazione, di lavoro e di incontri con i genitori e con i responsabili dell’A.N.S.P.I. per mettere a punto tutto il necessario per allestire gli angoli della grande piazza Municipio e rendere possibile la riuscita della manifestazione, La manifestazione del Presepe è stato senz’altro un momento per qualificare l’operato della scuola di Pannarano, ma anche una ulteriore opportunità per migliorare la formazione degli alunni e nello stesso tempo un momento di incontro, di partecipazione di confronto per tutti i giovani che purtroppo vivono la complessità dell’attuale momento storico e sociale.
Ai visitatori,
accorsi in numero notevole nonostante le avverse condizioni del tempo,
che non ha risparmiato una pioggerellina verso la fine della
manifestazione, il commento su quanto hanno potuto ammirare il 20
dicembre.
Tre mesi fa in una bella giornata di dicembre alcune maestre e la Direttrice si sono riunite e hanno parlato di fare il tradizionale Presepe Vivente. Dopo una settimana hanno deciso il luogo in cui farlo : vicoli e piazze del paese.Alla nostra classe è toccato via “Casa corte”. Tra il venerdì e sabato successivi i nostri compagni e le maestre hanno deciso chi avrebbe portato gli oggetti necessari per preparare il Presepe, poi si è deciso per le scene. A scuola, la mattina della rappresentazione siamo andati con i genitori nella piazza per preparare le scene. La sera verso 17:30 abbiamo iniziato con la sfilata per il paese partendo dalla scuola, poi ci siamo messi ai nostri posti e abbiamo impersonato scene di vita dell’epoca. La gente è arrivata in gran numero come ogni anno per assistere al Presepe Vivente ed io penso anche attirati dalla nostra bravura. La gente era con gli occhi lucidi e contenta .Poi i bambini e i genitori si sono presi per la mano e sono andati via.
Il
concerto di Natale
Le maestre hanno organizzato un concerto scolastico per Natale. Ogni classe delle elementari, delle medie e dell’ asilo ha preparato una recita o una canzone. Noi abbiamo partecipato con una canzone. Ogni mattina cantavamo e ripassavamo la canzone e una volta ho visto che la maestra Angela e la maestra Anna si erano rassegnate a farci cantare anche se eravamo un pò stonati. Alla fine però la nostra canzone è piaciuta.Roberta Pancione La musica popolare Il canto popolare è una delle espressioni più vive e significative della vita, dei costumi ,delle tradizioni della gente del Partenio. La tradizione orale e musicale della nostra zona conserva ancora tanta freschezza e vivacità grazie all’ esistenza di molti gruppi culturali e musicali .In questo modo viene mantenuto questo patrimonio culturale. Il gruppo di Pannarano è il FOLK SABA. Il gruppo costituito sotto forma di cooperativa ,è nato parecchi anni fa . Attualmente ha raggiunto un ‘alta professionalità nella musica popolare, grazie allo studio e alla ricerca e alla collaborazione di artisti come Peppe Barra e Tullio De Piscopo. Il loro repertorio comprende brani della tradizione caudina ed irpina, di canto popolare parlati e recitati. Il gruppo SABA pur essendo nato da poco si è distinto per la chiarezza delle voci e del suono e per la connotazione a tratti popolare della Valle Caudina e della tradizione campana già interpretata da altri gruppi ( Nuova Compagnia Canto Popolare , ecc.). L’originalità della interpretazione orale, l’espressività delle voci, la gestualità e la mimica di stampo prettamente popolare ne fanno una delle formazioni più valide della zona .
Russo Nunzia e Paola Caputo
GLI ALUNNI - classe IV -scuola Primaria di Pannarano
Testi consultati:
Il nostro territorio: Pannarano ieri e oggi.
Hanno collaborato alla realizzazione di questo lavoro per l’ edizione nazionale -anno 2006 – VIII Settimana della Cultura Scientifica e della Creatività , gli alunni della classe IV della scuola Primaria di Pannarano e le insegnanti De Rosa Angela e De Maio Anna.
Via Indipendenza in un dipinto a olio su tela di Covino Domenico ex alunno del nostro Istituto Comprensivo diCeppaloni.
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